Roma Altare della Patria
Al monumento in piazza Venezia di Vittorio Emanuele II, cambio della guardia al Milite Ignoto che, nel 1923, è stato sepolto alla base del monumento.
CREATOR
Luigi Monaco
DATE
/
LANGUAGE
und
ITEMS
1
INSTITUTION
Europeana 1914-1918
PROGRESS
METADATA
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“Una Croce e un Altare”
1 Item
Mille piccoli fiori rendono omaggio all’eterno sonno di chi è caduto tra questi verdi pascoli; gioiosi cespugli ingentiliscono vecchie memorie di una guerra che è passata, ma non nel ricordo. Un altare e una croce dominano la verde vallata che un tempo fu teatro di infausti eventi. Il silenzio non è triste, parla di pace e la natura, così rigogliosa, si unisce a questa voce. Lo scampanare di mandrie lasciate libere di vagare su questi verdi prati, soffici coperte per tante tombe, ci allieta il cuore. Più avanti una fontana ci mostra le sue vasche vuote, in un tempo lontano e cupo, vi si lavavano divise insanguinate e pregne di sudore mortale. Ora un presente carico di speranza per un mondo più fraterno, ci invita a non distogliere lo sguardo, ma sia lezione di storia da non dimenticare, ma rispettare. Poi, nel sogno un volto ci ringrazia dell’omaggio fattogli con la nostra visita e scompare… Passando davanti alla croce e all’altare.
Per amor di Patria
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Mio nonno materno, Guido Ciprian (Battaglia Terme 2.Nov.1878-Treviglio 8.12.1950) servì nel Regio Esercito Italiano dal 25 Maggio 1915 al 30 Maggio 1918 con il grado di Sergente Maggiore nella 683a Centuria , quinta Armata. Nella vita civile era impiegato del Dazio, aveva moglie a 4 figli. Allo scoppio della Guerra dovette lasciare tutto per arruolarsi. Il ricordo che ho di lui soldato e quello della famiglia durante la drammatica esperienza della Grande Guerra mi è pervenuto attraverso i racconti familiari, le fotografie, le lettere. Era una persona di grande rettitudine, che aveva un alto senso del dovere e dell'amor di Patria : i due pilastri dell'educazione del tempo, in nome dei quali agli uomini fu chiesto di andare al macello e alle donne di affrontare una vita fatta di attesa, di stenti, di sofferenze. Mia nonna per far fronte alle necessità economiche della famiglia si industriò ad aprire una bottega di cibi cotti nel paesino di montagna dove vivevano, ma con scarso successo. Si rassegnò quindi a fare grandi economie per tirare avanti nell'attesa del ritorno del marito. Furono fortunati, perché lui alla fine tornò, incolume, e questa era la vera vittoria. Per il resto non raccontò molto, perché era stata una guerra di trincea e di carneficina. Della trincea c'è poco da raccontare perché è fatta di lunghe giornate di noia nel fango e la carneficina non la si racconta alla moglie, ai figli. Alcuni anni fa ho scritto un breve racconto, Gorizia, per fissare nella memoria un ricordo infantile, legato appunto alla Grande Guerra. Essendo basato su una espressione in dialetto bergamasco, temo non possa essere facilmente comprensibile. || - Libretto Personale di Ciprian Guido - R.Esercito Italiano - nel quale sono riportati i dati identificativi, le note sanitarie, lo stato di servizio ecc. Contiene anche le norme e le regole di comportamento, sotto il nome di Ricordi del Soldato. Molto interessante ma sono tante le pagine da scansionare. - Fotografia di G.Ciprian in data 22 Agosto 1917 sul fronte Trentino, con dedica sul retro - Fotografia di G.Ciprian in data 16 Aprile 1917, in posa, con dedica sul retro - Croce al Merito di Guerra Vittorio Emanuele III\n - Medaglia con la scritta Forgiata nel bronzo nemico su un lato, Per l'Unità d'Italia Guerra 1915-1918 sull'altro lato - Cartolina Postale dell'Esercito Italiano, con timbro 20.09.1918 - Cartolina Postale di propaganda, con timbro Aprile 1917 - racconto Gorizia
Roma vista dall'alto
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Testimonianze fotografiche scattate da Giuseppe Cela, tenente osservatore di aviazione. Nella foto, la basilica di San Pietro a Roma vista dal dirigibile


