Sbracia Americo

Sbracia Americo, nato a Roma il 20 agosto 1895 da Settimio e Carolina Presaghi e residente a Roma in via dei Cimatori n. 6. I genitori gestivano un’Osteria chiamata Tramontana in Corso Vittorio angolo Vicolo delle Palle frequentata dalla meglio aristocrazia del Rione Ponte. Allo scoppio della prima guerra mondiale, neanche compiuti 20 anni, Americo, unico figlio maschio di Settimio, fu richiamato alle armi. Fatalità volle che in combattimento, in difesa della postazione sul Monte Hermada, fu ferito da scheggia di mortaio, fu fatto prigioniero e deportato in Austria a Sigmundsherberg. Gli fu amputato il braccio destro e lì, in quelle condizioni trascorse il tempo fino alla fine del conflitto. Menomato nel fisico e nel morale fu restituito ai suoi cari e alla società. Malgrado l'amputazione subita seppe reagire, formarsi una famiglia, svolgere il suo lavoro presso il Comune di Roma, sopportare da civile gli orrori della seconda guerra mondiale con tutte le privazioni e le angherie di quei tempi. Visse con onestà, sopportando torti e ingiustizie. Ha lasciato questo mondo il 22 marzo 1960 nel rimpianto della moglie Annita Marini e i figli Renata (1920 - 2001), Maria (1922 - 2005), Luigi (1927 - 1996) e Carlo (1929 - vivente) Riposa al Cimitero Verano in Roma.
Le scarne notizie annotate sul Foglio matricolare testimoniano che Sbracia Americo fu soldato di leva II^ categoria, classe 1895. Chiamato alle armi il 9 gennaio 1915. Tale nel 26° reggimento fanteria l' 20 gennaio 1915. Trattenuto alle armi per mobilitazione in base all'art. 133 del testo unico delle leggi sul reclutamento del regio esercito del 9 luglio 1915. Giunto in territorio di guerra lì 9 luglio 1915. Partito da territorio dichiarato in stato di guerra per aggregazione al 90° Fant., lì 18 Marzo 1916. Tale nel 61° Regg. Fanteria Mobile, lì 16 dicembre 1916.........Giunto in territorio dichiarato in stato di guerra, 1 Agosto 1917. Inviato in licenza straordinaria con assegni in attesa degli espletamenti degli atti Medico legali determinazione del Direttore dell'Ospedale M:re di Roma l' 24 luglio 1918. Partito da territorio dichiarato in stato di guerra per ferita lì 5 settembre 1918. Campagne, azioni di merito ecc. ecc. - Campagne di guerra 1915 - 1916 - 1917. Ferito da scheggia di granata al braccio destro nel combattimento sull' HERMADA il giorno 5 - 9 - 1917. Inviato in congedo assoluto perchè provvisto di pensione a vita di 2^ categoria a decorrere dal 24 marzo 1920 lì 16 marzo 1920. DURANTE IL TEMPO PASSATO SOTTO LE ARMI HA TENUTO BUONA CONDOTTA ED HA SERVITO CON FEDELTA' ED ONORE. - VERIFICATO 16 FEBBRAIO 1927

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Sbracia Carlo

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ita

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31

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Europeana 1914-1918

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Italiano

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GLI SBRACIA di ROMA

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Guerra 1915-1918 e anni seguenti || La dinastia SBRACIA ha origini antiche. Nella fine dell'800 e molto conosciuta a Roma, nel Rione Ponte in cui avevano la propria residenza in Via dei Cimatori, 6 angolo Vicolo delle Palle. Il Capostipite è stato Settimio Sbracia (1865-1937) Capo scuderia e Cocchiere personale del Principe Torlonia. Unitamente alla moglie Carolina Presaghi ( ? _ ? ) gestivano una rinomata Osteria sempre nel Rione Ponte in Corso Vittorio Emanuele, frequentata dalla mejo gioventù di quel periodo. come Er piò de' Ponte, Er Mancioò, er gObbo e tanti altri ancora. Settimio e Carolina ebbero due figli, Americo Sbracia (1895-1960) e Bianca Sbrascia (questo per un errore all'anagrafe che mai vollero correggere).All'inizio della 1^ Guerra Mondiale, Sbracia Americo fu richiamato alle armi,Soldato 66° Fanteria, aveva vent'anni, e dopo varie peripezie in varie one di guerra (vedi Foglio Matricolare) si ritrovò nel settembre 1917, sul fronte dell'Hermada, sommità del Carso Triestino (m.323).Allora era il più importante caposaldo austriaco, sulla via di Trieste, Per la sua conquista, ci furono varie battagliea , con alterne vicende. Il 9 Settembre 1917, dopo un aspro combattiento, una granata nemica centrò la trincea dove erano asserragliati i nostri soldati, in una estrema difesa di quel caposaldo. Sbracia Americo fu colpito da una scheggia al braccio destro, la collina fu conquistata dalle truppe nemiche e lui fatto prigioniero. Fu deportato in Austria, prima nel Campo di concentramento di Sigmundsherberg, poi a Mauthausen. Fu amputato al braccio destro e così, alla fine del conflitto, ritornò a Roma tra i suoi familiari, trovando il proprio Paese peggio di come lo aveva lasciato tre anni prima. Nel ritorno dalla prigionia, un Comitato italo - ticinese, al confine con la Svizzera, un medaglietta ricordo con un scritta, si dice ispirata da Gabriele D'Annunzio, che dice: QUI DOVE SUONA LA LINGUA DI DANTE E ECCHEGGIA LO SPIRITO DI MAZZINI UN GRIDO UNICO VI SALUTA GLORIA VOI CHE PUGNASTE PER LA GRANDEZZ D'ITALIA PER LA GIUSTIZIA NEL MONDO2. Pur menomato nel fisico e e ne corpo seppe reagire a tutto questo, lavorando presso il Comune di Roma, si formò una famiglia, la moglie Marini Annita (1890-1975 i figli, Renata 81920-2001), Maria (1922-2005), Luigi 81927-1996), Carlo 81929- vivrnte).Entrò a far pare di una cooperativa formata da invalidi e mutilati della guerra 1915-18 e con il contributo governativo, furono costruiti sessanta appartamenti i due edifici nella zona Prati in piazza Mazzini e precisamente in via Monte Zebio ai nn. civici 28 e 30. Fu denominata Cooperativa Case Mutilati i Guerra 1915-18. In quella casa trascorse la sua vita dedicando la Sua vita alla famiglia, al lavoro in onestà, fino alla morte avvenuta il 22 Marzo 1960. Riposa nel Cimitero Verano in Roma al Riq. 45, Gall. 7 p.I fila 3. I due figli maschi, sposati, hanno avuto, Luigi 3 figli Marco, Gianluca e Andrea, Carlo, sposato con Maria Valente ha avuto due figli Massimo (1969) e Sergio. Massimo, sposato con Giovanna Poggi a sua volta ha avuto due figli, Flavio (23/3/2007) e Valerio (23/3/2009. Nell'edificio di Via Monte Zebio, vi hanno dimorato, al dal 1928,mutilati e invalidi della guerra 1915-16, con le loro famiglie. Già in una mia precedente storia (Cooperativa Case Mutilati di Guerra 1915-19)elencavo tutti gli abitanti, ora faccio appello alla EUROPEANA 1914-1918, con la sua autorevolezza, richiedere all'Archivio di Stato i fogli Matricolari di ognuno, mutilato o invalido di guerra (come io feci per il Foglio Matricolare di mio padre e con questi e quant'altro i superstiti, di quelle famiglie sapranno raccogliere ( lettre dal Fronte di Guerra, Medaglie, cimeli vari) e organizzare una Mostra nei locali di Via Monte Zebio. Rinnovo la richies già fata al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, di classificr l'Edificio di Via Mont Zebio, bene Storico e Culturale, per le persone che vi hanno abitato (Igino Giordani, Umberto Nobile, Americo Sbracia, Caradonna, Pellegrini e altri) e che la richiesta sia appoggiata da EUROPEANA 1914-1918.

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