Freccia lanciata da dirigibili austriaci

Freccia in metallo e legno con dedica commemorativa. L’annotazione riporta la scritta “un aereo nemico lanciò sui nostri accampamenti 5 bombe che fecero nulla e sull’artiglieria lanciò centinaia di queste freccie” è firmata da Parrini, cappellano miltare della batteria Luigi Pedroletti

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CREATOR

Alessandro Pedroletti

DATE

1915-09-08

LANGUAGE

ita

ITEMS

1

INSTITUTION

Europeana 1914-1918

PROGRESS

START DATE
TRANSCRIBERS
CHARACTERS
LOCATIONS
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METADATA

Source

Other
UGC

Contributor

europeana19141918:agent/bed47d3a0c575ac4de92c16d7efbf2fe

Date

1915-09-08

Type

Weapon

Language

ita
Italiano

Country

Europe

DataProvider

Europeana 1914-1918

Provider

Europeana 1914-1918

DatasetName

2020601_Ag_ErsterWeltkrieg_EU

Begin

1915-09-08

End

1915-09-08

Language

mul

Agent

Alessandro Pedroletti | europeana19141918:agent/bed47d3a0c575ac4de92c16d7efbf2fe

Medium

Mixed

Created

2019-09-11T08:39:22.693Z
2020-02-25T08:46:44.104Z
2014-06-25 09:27:44 UTC

Provenance

INTERNET

Record ID

/2020601/https___1914_1918_europeana_eu_contributions_16239_attachments_174819

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MI18 - 8 - Crocerossina a Caporetto | prigioniera degli austriaci

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medaglia d’onore croce rossa mondiale (1920) consegnata il 18 gennaio 1921 in quirinale da regina elena; Libro scritto in prima edizione nel 1921, seconda edizione 1926; il testo narra della cattura a Caporetto: racconto scritto a posteriori dalla protagonista in cui ripercorre la sua storia. Presenta dedica autografa lettera di una consorella datata 23 aprile 1918; fotografie della protagonista: sul retro sono presenti quasi sempre delle descrizioni. || Maria Andina, nata nel 1868, crocerossina, figlia di un avvocato di Como, origini di buona famiglia, si trova nei pressi di Caporetto nei giorni della battaglia. Dopo la sconfitta italiana, in seguito alla ritirata, viene lasciata dagli italiani con altre tre infermiere in ospedale per assistere i malati e feriti non-trasferibili. All’arrivo degli austriaci viene fatta prigioniera. Dopo la guerra, viene decorata dalla Croce Rossa con medaglia di bronzo al valor militare. La vicenda viene raccontata dalla pronipote Maria Caterina Ronconi, che ha acquisito le notizie dalla mamma (sorella della protagonista) e solo per poco dalla protagonista, già ottantenne.

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