Presentimento
Le storie della prima guerra mondiale che hanno visto protagonisti membri della mia famiglia sono diverse; ricordi che riaffiorano alla mente attraverso racconti fatti dai nonni e conferme ricercate tra i parenti più vecchi , i quali rammentano per grandi linee.
E' proprio una di queste storie che, io e una cugina, Franca Sperapani di Roma, abbiamo a fatica a ricostruito.
Un aspetto che affiora in questi episodi è l'amore per la propria Terra, l'Italia. Tutti sono partiti, anche chi poteva evitare lo scontro; c'è addirittura chi è andato volontario. Sicuramente l'amore per la Patria era vissuto come qualcosa di sacro, perché era la terra dei padri, delle origini, che aveva accolto il proprio figlio fin dal primo vagito. A questo sentimento se ne univano altri, come lo spirito di conoscenza , la speranza di trovare luoghi migliori e chissà quanti ancora.
Quello che ci stupisce è che tanti giovani partivano con il presentimento di non far più ritorno alla propria casa e all'affetto dei familiari.
Uno zio delle nostre madri, Marcello Menicucci Persi di Vitorchiano ,interessante paese medievale in provincia di Viterbo, all'epoca poteva avere venticinque-ventotto anni. Egli volle assolutamente partire per il fronte. Nonna Emidia raccontava sempre: Lallo ( così veniva chiamato in famiglia) prima di partire abbracciandola forte, le disse ” Io non ritornerò Mimmetta ( mia nonna, era la più piccola), abbi sempre cura di te”, e così fu. Partì come soldato mitragliere del 247 fanteria, in prima linea, non si tirò mai indietro di fronte ad azioni pericolose, anzi lui stesso si proponeva nei momenti difficili. Morì dissanguato a causa di una granata che gli aveva amputato le mani, il 6 settembre del 1917 sul monte San Gabriele; le sue spoglie, dopo diversi anni, vennero restituite alla famiglia da Gorizia per l'interessamento del padre , il quale portò una ferita al cuore, dicevano le nostre nonne, che non si rimarginò mai : quando gli venne offerta la pensione di guerra che gli spettava, egli la rifiutò dicendo che” la vita di un figlio, morto in guerra, non si paga”. La lapide , che si trova presso la chiesa del convento dei Frati Minori di Vitorchiano, porta tra l'altro incisa la seguente frase : ” Le onorate spoglie a cura della famiglia sono state qui sepolte il 23 ottobre 1921.” Per diversi anni, prima che venisse costruito il Monumento ai Caduti che ancora oggi vediamo nella piazza Umberto I di Vitorchiano, la tomba di Marcello ha rappresentato la memoria dei morti di tutte le guerre nelle cerimonie ufficiali del 4 novembre.
L'amore per la Patria è degno del sacrificio umano
Lapide in ricordo della traslazione delle spoglie
Vitorchiano ( Viterbo)
Remembrance
Photograph
La lapide è in marmo bianco e reca la foto di Marcello Menicucci Persi ; la didascalia ricorda la morte prematura di questo giovane, fratello di Emidia ( mia nonna) e di Francesca (nonna di Franca). Si trova nella chiesa dei frati a Vitorchiano (Viterbo) e, prima di costruire il monumento ai caduti, il 4 novembre,difronte alla lapide, si commemoravano i morti in guerra
lapide
Marcello Stanislao Menicucci Persi
Ricordino per la morte di un figlio
Tipografia ( Viterbo)
CREATOR
Antonella Mari
DATE
1915 - 1917-09-06
LANGUAGE
ita
ITEMS
2
INSTITUTION
Europeana 1914-1918