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Die Säugthiere in Abbildungen nach der Natur mit Beschreibungen: Umfassend die sechste und siebente Abtheilung, oder die Ein- und Vielhufer. Das Pferd. Der Elephant. Das Nashorn. Das Flußpferd. Der Tapir. Das Schwein: Nebst Tafel 308 bis 328 - 1835

Item 97

Transcription: item 97                                                 Equus.                               77 Sie schneiden ihre Pferde nicht; auch reiten sie lieber auf Hengsten, da= gegen die Araber auf Stuten. Sie schlagen die Pferde nicht, sondern machen sie durch Schmeicheln so zahm und fromm, daß sie selbige im stärksten Lauf mit einemmale zum Stehen bringen, davon absteigen, weit weg gehen und sie doch, obschon sie nicht angebunden sind, auf derselben Stelle wieder finden können. Niemals sah  H ö s t  Mauren traben, sondern blos im Schritt oder Galopp reiten. Die Ausfuhr der Pferde ist gänzlich verboten.     Von besonderer Schönheit sind jedoch die berberischen Pferde nur da, wo sie mit Sorgfalt und Schonung behandelt werden; ein Umstand, der freilich von allen Rassen gilt. Sie können deshalb bei den Nomaden= Stämmen, wo sie mit ihren Herren Strapazen und Entbehrungen theilen müssen, nicht zu demjenigen Grad von Ausbildung gelangen, dessen sie fähig sind. In dieser Beziehung mag daher  P o i r e t  21)  Recht haben, wenn er sagt, daß die berberischen Pferde viel von ihrem alten Rufe verloren haben, weil die Araber nicht darauf bedacht sind, schöne Zuchten zu erzielen.    Da sie nämlich durchgängig die Stuten den Hengsten vorziehen, so wenden sie wenig Sorgfalt auf letztere, und strapaziren sie über Gebühr durch angestrengte und fast immer im Galopp ausgeführte Ritte, so wie durch kärgliche Nahrung. Gleichwohl rühmt der genannte Reisende diese Pferde ebenfalls wegen ihrer außerordentlichen Ausdauer und ihres sanften We= sens, obschon sie nicht verschnitten sind.     Die Mauren, welche die große Wüste bewohnen, und in verheerenden Raubzügen jährlich in die, an der Südgrenze der Sahara gelegenen Neger= reiche einbrechen, haben eben so vortreffliche Pferde, als die Stämme der Nordküste. Zwar sollen Kopf und Rücken nicht so schön seyn, wie bei den arabischen, die Füße aber noch feiner, und Hals und Leib gut pro= portionnirt. Unter ihnen findet man sehr schöne und vielerlei Farben, z. B.  hellgelbe und Rappen vom schönsten Schwarz  22). Da die Mauren ihre Pferde auf dieselbe milde Weise, wie die Beduinen, behandeln, so sind ihre Thiere eben so sanft und folgsam, als die der letztern. Bei den Neger= fürsten sind sie sehr geschätzt. Die Pferde der Tibbos mögen gleichfalls ________________________      21)  Voy, en Barbarie. p. 251.     22)  G o l d b e r r y , Reise durch d. westl. Afrika. S. 190.

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Die Säugthiere in Abbildungen nach der Natur mit Beschreibungen: Umfassend die sechste und siebente Abtheilung, oder die Ein- und Vielhufer. Das Pferd. Der Elephant. Das Nashorn. Das Flußpferd. Der Tapir. Das Schwein: Nebst Tafel 308 bis 328 - 1835

Item 38

Transcription: 18            Das Pferd.   K l o p f h e n g s t  (ein halbverschnittener Hengst); Mähre 22) (ein schlechtes   Pferd; Gaul, Roß. 23) Paard, Paert (Pferd); Hengst (Hengst); Mere (Stute).  Holländisch. Hest (Pferd); Hingst (Hengst); Hoppe (Stute).  Dänisch. Häst.  Schwedisch. Horse (Hengst); Mare (Stute); Gelding (Wallach); Colt (Füllen).  Englisch. Cheval (Pferd); Etalon (Hengst); Jument (Stute); Cheval hongre (Wallach);   Poulain (Füllen).  Französisch. Cavallo (Hengst); Cavalla (Stute); Cavallo castrato (Wallach); Palledro (Fül-   len).  Italienisch. Cavallo (Pferd); Caballo (Hengst); Yegua (Stute); Caballo castrado (Wallach);   Potranca (dreijähriges Füllen); Potro (vierjähriges Füllen).  Spanisch. Cavallo (Hengst); Egoa (Stute); Cavallo castrado (Wallach); Faca; Faquinha   (Füllen).  Portugiesisch. Kon.  Polnisch. Kon, Loschad' (Pferd); Sherebetz (Hengst), Kobyla (Stute); Meren, Wo-   loch', Kladenoi kon (Wallach); Sherebenok (Füllen).  Russisch. Alaschah (Pferd); Aiger (Hengst); Baital, Biä (Stute); Tai (Füllen);  Tartarisch. Lo (Pferd); Men-ló, Tsödör (Hengst); Kanza, Kabala-ló (Stute); Paripa,   Herélt-ló (Wallach); Tsiko, Vemhe (Füllen).  Ungarisch. Asp.  Persisch. Fars. Pharas.  Arabisch.  hebräische Schriftzeichen  Sus.  Hebräisch. Argamak.  Bucharisch.             ----------   Unter allen Thieren, welche des Menschen Hausgenossen geworden sind, wird das Pferd von keinem an vielartiger Brauchbarkeit übertrof- fen. Mit der Stärke und Ausdauer des Rindes, verbindet es die Geleh- rigkeit und Schnelligkeit des Hundes, die Genügsamkeit und Bereitwillig- --------------------      22)  M ä h r e  nannte man in frühern Zeiten eine Stute überhaupt.   23)  G a u l  bedeutet ein gemeines Pferd;  R o ß  hat in vielen Gegenden Bayerns dieselbe Bedeutung, während es gegenwärtig im übrigen Deutschland nur von einem edlen kräftigen Thiere gebraucht wird.

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Foglio di congedo illimitato di Varini Vittorio

Item 1

Transcription: Doveri e facoltà del militare di congedo.    1. Il militare inviato in congedo illimitato, appena giunto al comune in cui prende domicilio, ha obbligo di presentarsi al Sindaco per fare apporre il  visto al proprio foglio di congedo e deporre le stellette di divisa. Fino a che non adempie a tale obbligo egli dovrà intendersi sottoposto alla giurisdizione militare.     2. Il militare in congedo deve ricordar sempre che appartiene all'esercito, e mantenere quindi una condotta irreprensibile per non rendersi indegno dell'onorata divisa che da un momento all'altro può essere chiamato a rivestire.    3. Dovrà custodire con cura il prpesente Foglio di congedo illimitato ed il Libretto personale ed esibirli ad ogni richiesta dell'autorità. Nella domande d'impiego sarà sempre utile esibire una copia legalizzata del presente foglio anziché sprovvedersene, perchè non potrebbe esser rilasciato più di un duplicato.    4. Il militare che essendo in congedo venaga a contrarre infermità o imperfezioni che lo rendano non più idoneo al servizio militare dovrà domandare subito per mezzo del Sindaco al Comandante del proprio distretto, di venir sottoposto a rassegna.       A tale domanda dovrà unire un certificato medico constatante l'infermità od imperfezione allegata, nonchè il foglio di congedo illimitato.       Ove non si curi di far rilevare i suoi motivi alla riforma, e nel frattempo avvenga una chiamata sotto le ermi, non potrà per alcun motivo essere dispensato dal rispondervi.     5. È libero di cambiar residenza, però di ogni cambiamento di residenza deve dare comunicazione al Sindaco entro 15 giorni dal cambiamento stesso. Chi contravviene a questa prescrizione è denunciato all'autorità giudiziaria e può essere condannato al pagamento di una ammenda.      Potrà prender moglie senza che perciò gli occorra alcuna autorizzazione delle autorità militari.      Anche cambiando residenza egli rimane scritto al distretto in cui concorse alla leva.     6.  Volendo recarsi all'estero, prima del compimento del 28o  anno d'età dovrà chiederne l'autorizzazione, per mezzo del Sindaco, al Comandante del distretto militare dal quale dipende per fatto di leva, indicando i motivi del trasferimento, la località in cui intende recarsi e possibilmente il nuovo indirizzo, e ciò allo scopo di ottenere il passaporto.      Qualora invece abbia già compiuto il 28o anno di età basterà che informi, per mezzo del Sindaco il Comandante del distretto, della sua partenza per l'estero indicando in quale località vada a risiedere e possibilmente il nuovo indirizzo.     Durante la permanenza all'estero dovrà tener sempre informato il regio console della sua dimora ed essere sempre pronto a tornare sotto le armi in caso di chiamata.      In caso di chiamata alle armi per istruzione:          a) se non avrà ancora compiuto il 28o anno e si troverà all'estero con regolare autorizzazione , sarà dispensato senz'altro dal rispondervi;          b) se avrà compiuto il 28o anno e avrà notificato al distretto la sua partenza per l'estero sarà egualmente dispensato.        Il militare residente all'estero irregolarmente può regolarizzare la sua posizione rivolgendosi al regio console: in tal modo ottiene anche di essere dispensato dalle chiamate per istruzione.       In caso di chiamata alle armi per altro motivo diverso dall'istruzione , il militare è obbligato a rimpatriare per imprendere servizio, salvo che non siano stati emanati ordini in contrario.        7. Il militare in congedo che, per modificazioni sopraggiunte nella composizione della famiglia, acquisti diritto di passaggio alla 2a o alla 3a categoria, può farlo valere, presentando i necessari documenti al consiglio di leva, entro un anno dalla sopraggiunta modficazione. Se lascia trascorrere inutilmente tale termine, egli, per una espressa disposizione di legge perde la facoltà di farlo valere e deve perciò rispondere a tutti i richiami della classe e categoria colla quale è stato arruolato.  Doveri del militare in caso di richiamo alle armi   1. Nei casi di chiamata alle armi per istruzione, per mobilitazione, o per altri motivi, i militari in congdo dovranno presentarsi all'autorità indicata nel manifesto di chiamata, portando il presente Foglio di congedo ed il Libretto personale e regolandosi come segue:            a) se si trovano nel comune in cui ha sede il corpo presso cui sono chiamati, si presenteranno direttamente al comando del corpo medesimo nelle ore antimeridiane dal giorno stabilito nel manifesto;            b) se si trovano in altri comuni, si presenteranno nelle prime ore del giorno fissato, al Sindaco del comune in cui si trovano per essere da lui avviati a destinazione.       A coloro che debbono viaggiare su ferrovie, tranvie o piroscafi sui quali i militari hanno diritto al trasporto a tariffa ridotta, il Sindaco distribuirà le occorrenti richieste di viaggio.     2. Ai militari in congedo può anche essere intimata la presentazione alle armi per mezzo di cartolina-precetto.   Questa cartolina, avente la forma di una cartolina con risposta pagata, è loro inviata per mezzo della posta; i militari debbono firmare la parte che serve di ricevuta, la quale viene ritirata dall'agente postale. Per la presentazione alle armi debbono attenersi alle prescrizioni contenute nell'altra parte che deve essere conservata per consgnarla poi al corpo cui i militari si presentano.     3. Gli uomini chiamati alle armi che per avventura avessero smarrito il Foglio di congedo od il Libretto personale dovranno sempre presentarsi al Sindaco del comune di residenza, il quale accertatosi della loro identità, li munirà di un foglio di riconoscimento che tenga luogo di quei documenti.     4. I richiamati che si trovano nel comune in cui ha sede il corpo al quale devono presentarsi (*) riceveranno, pel giorno della presentazione, sempre qaundo si presentino al corpo nelle ore antimeridiane, l'indennità di trasferta di 1a categoria (lire 1,20).     Agli altri ò dovuta, per il viaggio dal comune di residenza al corpo, l'indennità di trasferta anzidetta per ciascun giorno di viaggio, come pure, in tempo di pace, il rimborso della spesa di trasporto su ferrovie, tranvie e piroscafi.      Il pagamento delle indennità è fatto dai corpi di presentazione. Coloro però che provengono da un comune che non sia quello del domicilio eletto, qualora non presentino il foglio di congedo - o, in difetto, il foglio di riconoscimento di cui al n. 3 - munito del visto per la partenza del Sindaco del comune in cui si trovano, non potranno ricevere che l'indennità di trasferta di lire 1,20 pel giorno della presentazione.      In ogni caso gli uomini persono il diritto dell'indennità di trasferta per il giorno di presentazione, quando si presentino al corpo nelle ore pomeridiane del giorno fissato o nei giorni successivi  e non possano provare che il ritardo avvenne per circostanze indipendenti dalla loro volontà.     5. In caso di mobilitazione, quando occorrano due o più giorni di viaggio, i Sindaci anticiperanno ai richiamanti l'indennità di trasferta in ragione di lire 1,20 per ogni giornata di viaggio.    6. Nel caso che per malattia non potesse assolutamente rispondere alla chiamata alle armi, il militare richiamato è tenuto a giustificare l'impossibilità di presentarsi, mandando al comando del distretto, per mezzo del Sindaco, apposita fede medica da questo autenticata e dovrà poi presentarsi subito appena guarito.     Protraendosi la malattia, una nuova fede medica dovrà nello stesso modo essere spedita allo scadere del decimo giorno da quello prescritto per la presentazione sotto le armi, e in base a questa, se trattasi di chiamata per istruzione, potrà essere rimandato a presentarsi quando sarà chiamata all'istruzione altra classe.     7. Nei circondari ove mettesse piede il nemico prima che siano pubblicati i manifesti di chiamata, o prima del giorno indicato per la presentazione dei richiamati, i militari tutti che vi si trovano in congedo illimitato, di qualsiasi classe o categoria, che abbiano ricevuto l'istruzione militare, devono immediatamente raggiungere la sede del corpo o riparto cui hanno obbligo di presentarsi, o in ogni modo la sede del distretto al quale appartengono o, qualora ciò non fosse possibile, quella del distretto più vicino.    8. Nei casi di chiamate di controllo (le quali sono indette con semplice manifesto) il militare deve presentarsi, nel giorno o nell'ora fissata, all'autorità indicata nel manifesto stesso. Non presentandosi, è denunciato all'autorità giudiziaria e può essere condannato al pagamento d'una ammenda.   (*) Quando qui si dice "corpo" s'intende anche il riparto o il distretto al quale i richiamati devono presentarsi.

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Władysław Zahorski - Żyłem pełnym i pożytecznym życiem (Dziennik część 1)

Item 155

Transcription: i więzienia do roku. Tu też jesteś my odcięci od świata, jakby w więzieniu. Znikąd żadnych wieści nawet od krewnych i bliskich osób, żadnych wiadomości o tem co się na świecie dzieje.      Jednak jakąś drogą przedostały się do Wilna gazety z Poznania i Grudziądza, które księgarz Makowski uprzejmie przysłał mi do przejrzenia. Widać z nich że Niemcom nie zawsze świetnie się powodzi, że ponoszą oni olbrzymie straty w ludziach i że w Berlinie drożyzna niesłychana i stoi przed stolicą widmo głodu.  Można myśleć że i w Wilnie żołnierze Niemieccy cierpią głód  bo znane są wypadki że zjadają  nie tylko gołębie ale i psy i

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Duas senhoras briosas

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Description: Monographic bibliographic item

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CAOLA ANTONIO

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Description: CAOLA ANTONIO padre dell’intervistato (Pinzolo 28 gennaio 1891 – Pinzolo, 1960) Soldato austriaco inviato sul fronte orientale in Galizia Antonio da giovane fece il commesso contabile alla cooperativa di Bocenago dove si recava giornalmente con la bicicletta. Il padre, impiegato comunale, si chiamava Virgilio, la mamma Luigia Bonapace. Aveva una sorella Isidora ed un fratello, Ippolito, che faceva il mestiere dell’arrotino. Ippolito parlava, seppure sommariamente, il francese e l’inglese come è documentato dal libretto di Guida Alpina rilasciatoli nel 1912. Nel 1914, allo scoppio della guerra, Antonio e Ippolito furono arruolati nell’esercito austro-ungarico. Dopo un periodo di addestramento in Alto Adige, furono mandati sul fronte orientale, in Galizia, separatamente. Antonio fu fatto prigioniero da Russi il 7 settembre 1914 in Galizia, durante la terribile battaglia di Godex-Ravaruska conclusasi con una grave sconfitta per l’Austria. Dopo lunghe marce forzate a piedi e su tradotte militari, Antonio, con gli altri prigionieri arrivò a Kiev e da lì portato nella gelida Siberia nei campi di concentramento di Tjumen, tara e Omsk. Un anno dopo ritorna a Mosca e infine internato a Kirsanov dove era allestito il campo di raccolta dei soldati prigionieri in attesa del rimpatrio. La prigionia era aggravata dalla fame e dal freddo intenso che induceva i prigionieri a cercare lavoro e cibo presso i casolari dispersi nella campagna. Nel 1916 Antonio colse l’opportunità di far parte degli irredenti trentini che dichiarando di sentirsi italiani poterono rientrare in Italia. I trentini e i giuliani che aderirono a tale proposta furono circa 4000 e suddivisi in scaglioni furono fatti rientrare in Italia. Alcuni partendo dal porto di Arcangelo e passando per Capo Nord arrivarono in Inghilterra, poi in Francia ed infine in Italia, a Torino. Il primo scaglione partì da Arcangelo il 14 settembre 1916 e attivò a Torino il 9 ottobre 1916. Arrivato a Torino, Antonio trovò lavoro presso un negozio di generi alimentari e dopo qualche tempo venne chiamato dalla famiglia dei marchesi Guerrieri Gonzaga a prestare servizi a Roma dove rimase fino alla fine della guerra. (La marchesa gemma Guerrieri Gonzaga fu una delle fondamentali artefici del rientro dei soldati prigionieri trentini e giuliani dalla Russia) . Nel gennaio 1919, dopo molti anni di lontananza, convalescente dell’influenza “spagnola”, poté tornare finalmente a casa, purtroppo senza poter riabbracciare i suoi familiari. Nel frattempo, infatti, i genitori era morti e il fratello Ippolito era caduto in guerra. La sorella Isidora si era sposata con Vigilio Pedri il quale, dopo un breve periodo di emigrazione a New York , si era stabilito a Guidizzolo (Mantova) dove aveva aperto un negozio di chincaglierie e di vetri. Antonio nel 1920 sposò Olj e per alcuni mesi lavorò con il cognato Vigilio a Guidizzolo imparando l’arte vetraria. Tornato a Pinzolo nella vecchia casa di famiglia avviò un negozio di alimentari con annessa osteria e laboratorio di vetri. Antonio e Olj ebbero sei figli, tre dei quali morirono molto piccoli.

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View and describe a bee under the microscope || Betrachtung und Beschreibung einer Biene unter dem Mikroskop

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Description: Persius Flaccus, Aulus: Persio. Roma, 1630. Dresden: SLUB Lit.Roma.A.611 || || Persius Flaccus, Aulus: Persio. Roma, 1630. Dresden: SLUB Lit.Roma.A.611 || in color, hoch

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Gaelic medical manuscript

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Description: A 15th-century materia medica, with specifics and a calendar, decorated with ornamental initials and colour. Formerly belonging to the Beaton family of physicians, it was sold to the Advocates Library by Robert Freebairn, bookseller, in 1736.

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Foglio di congedo illimitato di Varini Vittorio

Item 1

Description: The document is in a two-column format. At the bottom of the historical document, there is a note that corresponds to the section at the top marked like this (*). The note was inserted at the end of the transcription.

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